Le avventure di Katy – quinta puntata

Ed ecco la quinta puntata delle “Avventure di Katy” scritta ed illustrata dagli alunni della V elementare della scuola primaria paritaria “San Giuseppe” di Macerata, la nostra eroina, abbandonata la Roma dei Tarquini, si ritrova nel Colosseo…

… E dopo un po’ Katy si ritrovò in una stanza buia, umida, chiusa e con le sbarre alla finestra..Era in una specie di cella! Insieme e lei c’era un uomo vestito in modo strano: aveva il torso nudo, una “specie di panno rosso” all’altezza della vita, dei sandali di legno, un elmo, una protezione di bronzo che avvolgeva un braccio, la spada e lo scudo. Aveva il viso pallidissimo e passeggiava su e giù per la stanza giocherellando nervosamente con lo scudo.

Katy si voltò; fuori di lì c’era una gran confusione: si sentivano voci ed urla provenienti da ogni parte! Sembrava quasi di essere allo stadio!

<<Mmmi..Mmi scusi signore potrebbe dd..dirmi dove mi trovo?>> Balbettò Katy rivolgendosi all’uomo misterioso.

L’uomo, che non si era accorto di Katy, fece un balzo per la sorpresa. Poi esclamò: <<E tu chi diavolo sei?? Da dove sei sbucata?>>.

<<Mi chiamo Katy signore. Stavo passeggiando lungo la riva del Tevere quando ad un tratto sono scivolata ed  ho battuto la testa.. Ora non ricordo più nulla..>>  Katy sapeva di aver detto una bugia, ma non poteva certo dire che veniva dal 2011 e stava affrontando un viaggio nel tempo a causa di un libro magico! Quell’uomo, chiunque fosse, l’avrebbe presa per matta!

<<Povera bambina!>> disse <<Che brutta faccenda! Io mi chiamo Luccio e sono un gladiatore>>.

<< Ma davvero????>> esclamò Katy balzando in piedi <<Allora sono ancora a Roma>> si disse.

<<Sì>> riprese Luccio << Sono stato catturato in guerra e poi mi hanno venduto al mercato degli schiavi. E ora mi trovo qui, a combattere per sopravvivere…Eehh povero me!>>.

<< Ma dove ci troviamo esattamente?>> domandò Katy.

<<Ma hai lasciato il cervello nel Tevere??>> disse l’uomo spazientito <<Siamo nel Colosseo e io sto per affrontare un combattimento all’ultimo sangue contro il grande gladiatore Caligola! Noi schiavi siamo sempre i più sfortunati. Sgobbiamo e combattiamo per tutta la vita! Ho moglie e figli in Dacia e non so se li rivedrò mai più…>> mentre diceva queste cose, Luccio era sempre più serio. Poi sospirando aggiunse:<<E come se non bastasse devo combattere con Caligola che è mio cugino… ehh..Per Giove! Non voglio uccidere il sangue del mio sangue!>>.

Dopo queste parole Luccio si sedette in silenzio.

Katy era molto triste per quell’uomo. Sospirò e disse:<<Durante questo viaggio sono sempre riuscita a trovare il modo di aiutare qualcuno che si era cacciato nei guai! Ma stavolta temo di non poter far nulla…>>. Mentre rifletteva appoggiò le mani lungo i fianchi, come faceva sempre quando era in pensiero. Ad un tratto avvertì come un “sassolino” nella tasca del pigiama. Lo estrasse

e scoprì di avere con sè una pillola per il sonnifero. La usava sua mamma che soffriva d’insonnia e Perry, il suo cane, spesso giocava con la confezione seminando sonniferi ovunque.

<<Ho trovato!!>> esclamò Katy balzando in piedi con aria soddisfatta.

<<Trovato cosa?>> chiese Luccio.

<< So come salvare la tua vita e quella di tuo cugino! Ma devi fidarti di me! E bisogna far presto, non c’è tempo da perdere!>>.

<<Non capisco dove vuoi arrivare ragazzina.. Non esiste un modo per salvarci entrambi, uno di noi due oggi deve morire, è la prassi..>>.

<< Non è detto!>> rispose Katy con tono risoluto << Fai in modo che Caligola mangi questa prima del combattimento>> disse mostrando a Luccio il sonnifero.

<< Che roba è??>> Chiese l’uomo.

<<È una medicina che si usa dalle mie parti per chi non riesce a dormire la notte.. Se la prendi ti addormenti come un sasso nel giro di 5 minuti>>.

<<Mmh.. e allora?>>

<<Se Caligola la mangerà, perderà le forze e cadrà a terra addormentato in pochissimo tempo. Tutti lo crederanno mezzo morto, solo tu saprai che non è così. A quel punto l’imperatore ti farà il segnale di ucciderlo e tu fingerai di infliggergli  il colpo mortale.>>.

Luccio era un po’ dubbioso, ma Katy aveva parlato con una grinta ed una sicurezza tali che gli aveva dato un po’ di speranza. << Che sia una dea travestita da bambina inviata per salvarci la vita?>> Si chiese: << Non so se sta dicendo il vero, ma comunque non ho nulla da perdere ormai. Voglio fidarmi di lei!>>.

<<Va bene!>> disse a Katy<< Dammi questa medicina e..vediamo se hai ragione..>>. E la bambina gli consegnò la pillola.

Improvvisamente si aprirono le porte della stanza ed entrò una grande luce. Davanti a Katy c’era un’arena enorme e stracolma di persone. Il cuore le batteva all’impazzata per l’emozione.

Uscì e si nascose  in un angolino senza essere vista. Un po’ osservando l’abbigliamento dei presenti e un po’ ricordando quello che aveva studiato a scuola, Katy vide che gli spettatori erano disposti in base al rango: nelle prime file c’erano i ricchi e i nobili con le tuniche bianche, poi gli uomini plebei con le vesti scure e, dietro a tutti, le donne. Un settore privilegiato era riservato all’imperatore ed alla sua corte.

Vicino a lei c’erano le gabbie per animali feroci e le stanze per i gladiatori.

Lungo tutto il perimetro dell’arena erano appostate le guardie e si stava appena concludendo un combattimento tra gladiatori e leoni.

Dopo un po’ l’arena si vuotò.  Due suonatori fecero squillare le trombe. Si aprirono tutte le porte ed i gladiatori entrarono di corsa nell’arena. La folla gridava entusiasta. Una nuova sfida stava per avere inizio. Questi, rivolgendosi all’imperatore, alzarono i gladi al cielo dicendo con tono solenne: <<Ave Cesar! Morituri te salutant!>>.

 

Katy alzò lo sguardo e.. Rimase senza fiato: si trovava al cospetto del grande imperatore Traiano! <<Chissà cosa direbbe la mia prof. di storia! Sicuramente gli prenderebbe un’infarto!>>.

Dopo il saluto, Luccio e Caligola rimasero soli al centro dell’arena e il combattimento iniziò.

Luccio si scagliò addosso al cugino, lo fece inciampare, si mise dietro di lui e gli avvolse un braccio intorno al collo. Poi si avvicinò al suo orecchio sussurrandogli:<<Mangialo, potrebbe salvarti la vita!>>. E gli porse il sonnifero. Fu questione di un secondo. Caligola lo fissò perplesso scrutandolo attraverso l’elmo con i suoi grandi occhi azzurri. Pensò che Luccio non gli aveva mai mentito in vita sua così, istintivamente, si voltò di scatto ed ingoiò in un lampo quella strana pasticca.

Il combattimento proseguì. Caligola colpì Luccio con il gladio e questo riuscì a ripararsi con lo scudo.

I colpi di spada si susseguivano imperterriti, sempre più veloci e con maggiore intensità. La folla era letteralmente in deliro. <<Altro che le partite di calcio!>> pensava Katy.

Erano trascorsi all’incirca tre o quattro minuti quando, all’improvviso, la vista di Caligola si annebbiò. I suoi occhi erano sempre più pesanti e le gambe iniziarono a vacillare. Quello era il momento: Luccio gli diede una spinta e lo fece cadere a terra. Non si rialzò. In quell’istante, come per uno strano incantesimo, nell’arena piombò all’improvviso il silenzo. Gli occhi di tutti erano rivolti verso  l’imperatore. Traiano si alzò lentamente. Luccio lo fissava aspettando il suo segnale. Il cuore gli batteva all’impazzata. Ecco il il pollice orizzontale che significava: “A morte!”.

Luccio infilzò la spada in prossimità del fianco di Caligola. Lo fece con un impeto tale da far sembrare che l’avesso ucciso. In realtà aveva affondato la spada solo di pochi millimetri e sapeva di non aver inferto a Caligola un colpo letale.

La folla applaudì per minuti e l’imperatore, col volto soddisfatto, fece un cenno alle guardie di portar via il corpo del gladiatore senza vita. Luccio sollevò la spada in segno di vittoria.

Poi tornò nella sua stanza.  Katy lo aspettava con il volto raggiante di gioia:<< Ce l’abbiamo fatta vero?>> gli chiese. Luccio si tolse l’elmo e l’abbracciò: << Sì, Caligola e io siamo vivi! Non l’avrei mai sperato. Grazie, grazie amica mia! Non so da dove vieni ma sei stata la nostra salvezza! Questa notte stessa recupererò Caligola e insieme fuggiremo. Voglio tornare in Dacia dalla mia famiglia. Non so se ci riuscirò, ma dopo il miracolo di oggi vorrei tentare…>>

Prima ancora che terminasse la frase Katy sparì…….

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