Le avventure di Katy – sesta puntata

Ed ecco la sesta ed ultima puntata delle Avventure di Katy, storia scritta ed illustrata insieme agli alunni della V elementare della scuola primaria paritaria “San Giuseppe” di Macerata. La nostra eroina, abbandonata la Roma dei Tarquini, si ritrova nel Colosseo…. La nostra eroina, risucchiata di nuovo dal vortice temporale vorrebbe tornare a casa…

Katy vide scomparire il gladiatore Luccio ed il Colosseo e la Roma dei Flavi e si ritrovò di nuovo a girare all’interno di quel vortice che ormai conosceva bene. “Adesso mi sono stancata – pensava mentre veniva trasportata via – non ce la faccio più ad essere scaricata come un pacco attraverso il tempo e lo spazio!”  Aveva ormai perso il conto di quanti giorni erano passati da quando era stata strappata dalla sua camera e catapultata indietro nel tempo, probabilmente erano mesi che mancava da casa e immaginava che sua mamma e suo papà fossero preoccupatissimi: quasi poteva vederli mentre la cercavano disperatamente e non riuscivano a trovarla! In quel momento Katy comprese che doveva fare tutto quello che era in suo potere per tornare a casa…ma come? Continuava ad essere trascinata dal vortice del tempo e cercava di capire cosa potesse fare lei, così piccola, per risolvere il problema: era una situazione quasi disperata. Essere trascinata in quel modo senza sapere verso che cosa o verso quale tempo e, soprattutto, senza sapere perché, la faceva sentire impotente e questa sensazione la paralizzava e le rendeva difficilissimo pensare. Si rendeva conto che il tempo le scorreva intorno velocissimo e lei doveva trovare una soluzione! “Accidenti, cosa posso fare io per fermare tutto questo? – Pensava sconfortata – come faccio a governare questo vortice?” E, disperata, cominciò a pensare alla sua vita precedente a come ne era stata trascinata via contro la propria volontà e ripensò a tutto quello che le era capitato da quando era stata rapita dal vortice: ripensò ad Aziz ed ai bambini delle piramidi, ripensò a Berenika e suo padre, ripensò ai bambini invisibili incontrati nella Roma dei Tarquini e a Luccio che combatteva nel colosseo ma voleva salvare il proprio cugino…e ripensando a tutto questo si rese conto che qualcosa era cambiato, qualcosa in lei aveva cominciato a cambiare: lei, sempre così timida e passiva di fronte agli altri, in questo strano viaggio aveva cominciato a reagire e a combattere. Katy, ripensando a tutto quello che le era successo, si rese conto che credendo in se stessa era riuscita a trovare in se la soluzione a tutti i problemi che si era trovata ad affrontare: era riuscita a mettere a frutto tutte le sue conoscenze per soddisfare il proprio senso di giustizia ed aiutare chi ne aveva bisogno! Grazie a lei Aziz e gli altri bambini adesso faticavano meno, Berenika si era riavvicinata al suo papà, a Roma i cittadini si erano finalmente ribellati ai re etruschi e i bambini invisibili avrebbero certamente avuto una vita migliore, ed il gladiatore Luccio era riuscito a salvarsi e a salvare il cugino! “Accidenti – pensò – se ho aiutato tutte queste persone sarò certamente in grado di aiutare me stessa! “ e si mise a guardare il vortice intorno a se con maggiore attenzione, senza farsi trascinare alla cieca, e si accorse che nel muro d’aria che le vorticava intorno si aprivano e si chiudevano delle finestre attraverso cui poteva guardare, e si accorse anche che, con molta forza di volontà, poteva cambiare la direzione del suo viaggio! “Ma che bello, se muovo le braccia riesco a dirigermi dove voglio! – pensava felice –  adesso sì che potrò tornare a casa, devo solamente aspettare la finestra giusta!” e si mise ad osservare con curiosità il tempo che le scorreva intorno.

                                             

Il tempo scorreva veloce, le finestre si aprivano e si chiudevano intorno a lei e lei vide i barbari premere alle mura di Roma, e disse no, con un grande sforzo riuscì ad allontanarsi da quella finestra, verso la successiva, e fu testimone della caduta di Roma e della dissoluzione dell’impero e disse no ancora una volta. Il tempo scorreva inesorabile, ma adesso lei aveva imparato a dominarlo, credeva in se stessa e non aveva più paura! E vide Carlo Magno incoronato dal papa la notte di natale dell’ 800 e vide il Sacro Romano impero nascere dalle ceneri dell’Europa delle invasioni barbariche, e disse no, di nuovo. Vide nascere l’Italia dei mille comuni e delle mille città, li vide combattere contro Barbarossa e dominare i mari con le prime repubbliche marinare. Vide rinascere l’arte e la cultura alla corte di Federico secondo, vide frate Francesco parlare con gli uccelli e Giotto dipingerne la storia, vide Dante scrivere in esilio il suo poema ed il grande Leonardo inventare macchine volanti. Ogni finestra le regalava uno scorcio su mondi passati che lei affascinata osservava per poi allontanarsene e proseguire sulla propria strada. “Studiare la storia in questo modo sarebbe meraviglioso” pensava affascinata, e proseguiva il suo viaggio alla ricerca del suo tempo e della sua casa.

Ad un certo punto le si aprì davanti una finestra più grande delle altre, la scena dentro sembrava più nitida, i particolari più definiti, c’era la spiaggia ed il mare, ed un ragazzo seduto sulla riva che in silenzio osservava l’orizzonte. Katy si sentì stranamente attratta da quella visione e decise di entrare. “Ora che so come muovermi, posso decidere io dove andare, e questo bambino, non so perché, lo voglio conoscere! Sento che qui ho un compito da svolgere!” pensava, e con un agile colpo di braccia entrò nella finestra e si ritrovò sulla spiaggia.

“Ciao” disse Katy, il ragazzo sobbalzò “mi hai spaventato – rispose – non ti ho sentito arrivare, sei stata silenziosissima!” “E’ la mia specialità” disse Katy sorridendo ed osservandolo: era un ragazzo di circa 13 anni, alto magro e con un cesto di ricci scuri in testa, indossava una specie di calzamaglia aderente infilata dentro un paio di morbidi stivaletti che arrivavano alla caviglia ed una ampia casacca legata in vita da un cinturone e sedeva con le gambe incrociate in riva al mare. Katy gli si avvicinò e si sedette al suo fianco. “Che fai?” chiese curiosa “tu che dici? Sto guardando il mare, come faccio sempre” le rispose il ragazzo continuando a fissare l’orizzonte con lo sguardo assente. Katy era molto incuriosita da quel ragazzo dagli occhi grandi e lo sguardo verso l’orizzonte “vieni spesso qui?” continuò Katy “Ogni volta che posso” le rispose il giovane senza voltarsi “ Ma perché?” continuò lei “Non lo so, è più forte di me – le rispose – me ne sento attirato, se soltanto ci fosse qualcosa al di là della linea d’orizzonte prenderei una nave ed andrei a vedere com’è. Ma queste sono solo fantasie” terminò con amarezza “Ma cosa dici!- gli rispose Katy – Al di là del mare ci sono altre terre, tante quante neanche puoi immaginare, e ci sono altri popoli, ed altre culture” “ Ma che dici – la interruppe lui – bruscamente- non mi prendere in giro!” “ Non ti sto prendendo in giro, te lo assicuro! – rispose Katy mortificata – Mica la terra finisce! Lo sanno tutti che la terra è rotonda, che ci sono altre terre e che navigando si può arrivare dall’altra parte del mondo!” “Vuoi dire che se io prendo una barca e inizio a navigare prima o poi arrivo nelle indie?” rispose il ragazzo con entusiasmo “Beh, è possibile –disse Katy- dato che la terra è tonda, navigando in linea retta puoi teoricamente anche tornare qui!… Sempre che tu non trovi altre terre nel mezzo!” “Se davvero hai ragione, da grande prenderò una nave e navigherò fino ad arrivare nelle Indie!” affermò con risolutezza il ragazzo. Katy, a quelle parole rimase di sasso “Ma in che anno siamo? E dove siamo?” Chiese curiosa “Ma che domande fai? – disse l ragazzo- siamo nell’anno 1464, e siamo a Genova” “Mi puoi dire il tuo nome, per favore?” Chiese allora Katy sempre più stupita “Hai ragione, che maleducato che sono, ero preso così tanto dalla nostra conversazione che non mi sono presentato. Piacere –aggiunse poi il ragazzo porgendole la mano – io sono Cristoforo, Cristoforo Colombo” A quelle parole Katy lo guardò sorridendo e, prima che potesse dire qualcosa fu nuovamente riafferrata dal vortice temporale. Prima di scomparire davanti agli occhi di Cristoforo Colombo riuscì a gridargli: “Coraggio, io so che ce la farai, segui i tuoi sogni e vedrai che arriverai molto lontano!”

Katy ricominciò a viaggiare nel vortice temporale, sempre più velocemente, il tempo le scorreva accanto ed innumerevoli finestre si aprivano e si chiudevano davanti a lei, ma ormai Katy aveva capito come muoversi e, soprattutto, aveva imparato a credere in se stessa, seguiva il proprio istinto e muovendosi con sicurezza si dirigeva avanti nel tempo. Ad ogni finestra che le si apriva davanti la speranza aumentava perché si rendeva conto che il tempo scorreva veloce e ogni minuto era più vicina a casa sua! I secoli passavano, ogni finestra mostrava a Katy momenti storici passati, ma lei ormai navigava con convinzione verso casa propria. Ad un certo punto, davanti a lei, si aprì una finestra luminosissima, incuriosita Katy si avvicinò e ci guardò dentro e vide una camera da letto, la luce accesa, fuori la pioggia, ed una bambina che dormiva seduta alla scrivania con la testa appoggiata ad un libro aperto…e Katy si accorse di guardare se stessa e la propria camera da letto, la notte in cui era stata risucchiata dal vortice temporale. Cosa sarebbe successo se fosse rientrata lì? Avrebbe parlato con se stessa? Quella era un esperienza che Katy voleva fare, avrebbe avuto davvero tante cosa da dirsi, tante cose aveva imparato in tutti i mesi in cui, lontana da casa, se la era dovuta cavare da sola, si voleva dire di essere più sicura in se stessa, di essere meno timida, di dare la possibilità agli altri di conoscerla per quello che era, si voleva dire di smetterla di nascondersi e di cominciare un po’ a vivere ed a reagire…insomma si voleva raccontare di tutte le avventure passate e di come le avevano fatto comprendere tante cose! Con un gesto deciso Katy si diresse verso la finestra illuminata e senza esitare ci si tuffò dentro…

“Katy, sveglia, insomma Katy, che fai ancora fuori dal letto?” Katy si riscosse a quella voce “mamma? Ma che ci fai qui?” “Mi devo preoccupare Katy? – rispose la mamma – sono le tre di notte e tu stai dormendo seduta con la testa sui libri…non ti sembra esagerato?” Katy confusa si alzò e si guardò intorno: era tornata a casa, era nella sua camera, indossava il suo pigiama e parlava con la sua mamma…con un immediato slancio d’affetto si gettò tra le braccia della mamma “Non sai quanto ti voglio bene mamma!” le disse stringendola forte “Ora vado a dormire, non ti preoccupare…sono così felice di essere a casa…”

Fine

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